A cura di:
Pirone, Maurilio ;
Frapporti, Mattia ;
Cuppini, Niccolò ;
Benvegnù, Carlotta ;
Milesi, Floriano
(2026)
Tecno-autoritarismo.
Bologna:
Dipartimento delle Arti,
p. 174.
ISBN 9788854972407.
DOI
10.6092/unibo/amsacta/9003.
In: I Quaderni di Into the Black Box
(8).
A cura di:
Pirone, Maurilio ;
Cuppini, Niccolò ;
Frapporti, Mattia ;
Milesi, Floriano ;
Benvegnù, Carlotta.
ISSN 2975-2701.
Full text disponibile come:
Abstract
Negli ultimi anni, la retorica progressista che per decenni ha accompagnato l’espansione delle tecnologie digitali – la costruzione di una connettività globale come strumento di integrazione, i social media come spazio di produzione democratica d’opinione, l’innovazione come risposta alle crisi – ha lasciato spazio a un panorama profondamente diverso. La fase attuale è segnata da un processo di convergenza sempre più evidente tra il capitalismo digitale
delle Big Tech e crescenti posture politiche autoritarie anche in quello che viene chiamato l’Occidente. La corsa al dominio delle infrastrutture tecnologiche si articola secondo logiche securitarie, le forme di governance algoritmica sono sempre più impiegate per ridisegnare l’ordine sociale. Se la Silicon Valley ha a lungo costruito
la propria egemonia simbolica presentandosi come avanguardia
culturale liberal e cosmopolita, oggi una parte crescente delle Big Tech assume apertamente un orientamento conservatore e talvolta apertamente reazionario, mentre le destre globali – dall’ultraliberismo libertario al nazionalismo identitario – intensificano la loro alleanza con il capitale digitale. Questo volume nasce dall’urgenza di comprendere tale mutazione: non come “deriva ideologica” di alcuni imprenditori tecnologici o come accidentale politicizzazione di un settore economico per opportunismo, ma come trasformazione strutturale del capitalismo contemporaneo.
Abstract
Negli ultimi anni, la retorica progressista che per decenni ha accompagnato l’espansione delle tecnologie digitali – la costruzione di una connettività globale come strumento di integrazione, i social media come spazio di produzione democratica d’opinione, l’innovazione come risposta alle crisi – ha lasciato spazio a un panorama profondamente diverso. La fase attuale è segnata da un processo di convergenza sempre più evidente tra il capitalismo digitale
delle Big Tech e crescenti posture politiche autoritarie anche in quello che viene chiamato l’Occidente. La corsa al dominio delle infrastrutture tecnologiche si articola secondo logiche securitarie, le forme di governance algoritmica sono sempre più impiegate per ridisegnare l’ordine sociale. Se la Silicon Valley ha a lungo costruito
la propria egemonia simbolica presentandosi come avanguardia
culturale liberal e cosmopolita, oggi una parte crescente delle Big Tech assume apertamente un orientamento conservatore e talvolta apertamente reazionario, mentre le destre globali – dall’ultraliberismo libertario al nazionalismo identitario – intensificano la loro alleanza con il capitale digitale. Questo volume nasce dall’urgenza di comprendere tale mutazione: non come “deriva ideologica” di alcuni imprenditori tecnologici o come accidentale politicizzazione di un settore economico per opportunismo, ma come trasformazione strutturale del capitalismo contemporaneo.
Tipologia del documento
Monografia
(Libro)
Parole chiave
autoritarismo, fascismo, digitale, tecnologia, big tech, silicon valley, piattaforme, intelligenza artificiale
Settori scientifico-disciplinari
ISSN
2975-2701
ISBN
9788854972407
DOI
Data di deposito
17 Giu 2026 09:12
Ultima modifica
17 Giu 2026 09:12
URI
Altri metadati
Tipologia del documento
Monografia
(Libro)
Parole chiave
autoritarismo, fascismo, digitale, tecnologia, big tech, silicon valley, piattaforme, intelligenza artificiale
Settori scientifico-disciplinari
ISSN
2975-2701
ISBN
9788854972407
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