A cura di:
Pasquini, Laura ;
Sbardella, Francesca ;
Viscardi, Giuseppina
(2026)
Le forme della reclusione. Monasteri e carceri.
Bologna:
Dipartimento di Storia Culture Civiltà, Università di Bologna,
p. 174.
ISBN 9788854972384.
DOI
10.6092/unibo/amsacta/8986.
Full text disponibile come:
Abstract
Questo testo nasce all’interno delle attività di Eidola’s Hub, momento annuale di incontro e di scambio del centro studi Eidola. Materiality, Cognition and History of Religions, centro afferente al Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna. La ricerca si concentra sui fenomeni religiosi, istituzionali o secolari, in tutte le loro ricadute sociali e culturali, a partire dal dato materiale, dall’antichità alla contemporaneità, in una prospettiva storico-antropologica e storico-artistica comparativa, con particolare attenzione al dialogo con le scienze cognitive. A partire dalla storia del complesso architettonico di San Giovanni in Monte, sede del Dipartimento stesso e del centro studi, in questo primo numero della serie Eidola’s Hub, si è pensato di indagare e mettere in relazione le spazialità delle istituzioni totali monastiche e di quelle carcerarie attraverso alcune processualità storiche di casi specifici significativi e alcune concettualizzazioni. Il focus è sulla tematica del ‘vivere dentro’, con interesse ai percorsi di costruzione di senso all’interno delle esperienze di spazialità chiuse. Da scelta di vita volontaria a reclusione involontaria forzata, entrambe le situazioni sollevano questioni legate alla costruzione degli spazi, della norma e dell’obbedienza. Le due modalità sono da considerarsi indissociabili, perché quella volontaria fonda e presuppone l’involontaria, la quale, a sua volta, richiede per svilupparsi effettivamente, ancora la prima. Dentro la chiusura e la monopolizzazione del patrimonio (materiale e simbolico) scopriamo affascinanti percorsi di costruzione di senso. In ambedue i casi ci troviamo davanti a una ‘relazione chiusa’, rapporto di gruppo in cui il suo contenuto di senso e gli ordinamenti che vengono definiti escludono o limitano, a certe condizioni, una partecipazione allargata. Come ci ricorda magistralmente Weber, dalla chiusura e dalla monopolizzazione del patrimonio (materiale e simbolico) ci si aspetta evidentemente un qualche miglioramento nel valore delle proprie possibilità, concrete, simboliche o intellettuali che siano. Il volume indaga, quindi, monasteri e carceri attraverso alcuni filtri interpretativi che li caratterizzano entrambi, per scoprirne la vita comunitaria, le pratiche e i riti e chiaramente la questione della disciplina.
Abstract
Questo testo nasce all’interno delle attività di Eidola’s Hub, momento annuale di incontro e di scambio del centro studi Eidola. Materiality, Cognition and History of Religions, centro afferente al Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna. La ricerca si concentra sui fenomeni religiosi, istituzionali o secolari, in tutte le loro ricadute sociali e culturali, a partire dal dato materiale, dall’antichità alla contemporaneità, in una prospettiva storico-antropologica e storico-artistica comparativa, con particolare attenzione al dialogo con le scienze cognitive. A partire dalla storia del complesso architettonico di San Giovanni in Monte, sede del Dipartimento stesso e del centro studi, in questo primo numero della serie Eidola’s Hub, si è pensato di indagare e mettere in relazione le spazialità delle istituzioni totali monastiche e di quelle carcerarie attraverso alcune processualità storiche di casi specifici significativi e alcune concettualizzazioni. Il focus è sulla tematica del ‘vivere dentro’, con interesse ai percorsi di costruzione di senso all’interno delle esperienze di spazialità chiuse. Da scelta di vita volontaria a reclusione involontaria forzata, entrambe le situazioni sollevano questioni legate alla costruzione degli spazi, della norma e dell’obbedienza. Le due modalità sono da considerarsi indissociabili, perché quella volontaria fonda e presuppone l’involontaria, la quale, a sua volta, richiede per svilupparsi effettivamente, ancora la prima. Dentro la chiusura e la monopolizzazione del patrimonio (materiale e simbolico) scopriamo affascinanti percorsi di costruzione di senso. In ambedue i casi ci troviamo davanti a una ‘relazione chiusa’, rapporto di gruppo in cui il suo contenuto di senso e gli ordinamenti che vengono definiti escludono o limitano, a certe condizioni, una partecipazione allargata. Come ci ricorda magistralmente Weber, dalla chiusura e dalla monopolizzazione del patrimonio (materiale e simbolico) ci si aspetta evidentemente un qualche miglioramento nel valore delle proprie possibilità, concrete, simboliche o intellettuali che siano. Il volume indaga, quindi, monasteri e carceri attraverso alcuni filtri interpretativi che li caratterizzano entrambi, per scoprirne la vita comunitaria, le pratiche e i riti e chiaramente la questione della disciplina.
Tipologia del documento
Monografia
(Atti di convegno)
Parole chiave
Monasteri; Carceri; Reclusione; Vita comunitaria
Settori scientifico-disciplinari
ISBN
9788854972384
DOI
Data di deposito
23 Giu 2026 14:15
Ultima modifica
23 Giu 2026 15:10
URI
Altri metadati
Tipologia del documento
Monografia
(Atti di convegno)
Parole chiave
Monasteri; Carceri; Reclusione; Vita comunitaria
Settori scientifico-disciplinari
ISBN
9788854972384
DOI
Data di deposito
23 Giu 2026 14:15
Ultima modifica
23 Giu 2026 15:10
URI
Statistica sui download
Statistica sui download
Gestione del documento: